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LA CASA DELLE ANIME ERRANTI
(THE HOUSE OF LOST SOULS)
di
Umberto Lenzi

Dalla serie televisiva "Houses of doom", compredente anche due film di Lucio Fulci ("La dolce casa degli orrori" e "La casa del tempo") ed un altro lavoro di Lenzi ("La casa del sortilegio"); tutti distribuiti all'estero in breve tempo, in Italia hanno invece dovuto aspettare ben una decina d'anni per essere pubblicati in videocassetta da etichette minori (per lo più a livello di edicole), e soltanto tre di essi (quelli di Fulci e questo "La casa delle anime erranti") hanno alla fine beneficiato di una distribuzione televisiva su emittenti regionali. Potrebbe sembrare a prima vista incomprensibile (oltre che ingiusto nei confronti di chi vi è coinvolto) che qualcuno si prenda la briga di produrre pellicole per poi gettarle nel dimenticatoio (e in casa Reteitalia era già accaduto con la serie "Alta tensione" di Lamberto Bava), ma visionare questo film di Lenzi e valutarne la qualità potrebbe forse essere utile a comprenderne le cause: altro che motivazioni legate a problemi di carattere morale in virtù della presunta efferatezza dei contenuti! Una combriccola di giovani in gita sulle Alpi lombarde si ferma a pernottare in un albergo dall' aspetto sinistro; ovviamente l'edificio è infestato da spiriti inquieti, caduti venti anni addietro sotto la scure del gestore e ora desiderosi di far fare la stessa fine alle presenze umane che li hanno risvegliati. Una serie di decapitazioni, una delle quali effettuta nientemeno che col cestello di una lavatrice (sic!!), tentano di tenere in piedi una ghost-story vagamente imparentata con "Shining", ma troppo stanca, sfilacciata ed inelegante per coinvolgere anche solo un momento. Nell'imperverversante sciatteria, dovuta anche alla scarsità di mezzi, si segnalano gli effetti gore di Pino Ferranti e le musiche di Claudio Simonetti, in parte recuperate da "Demoni" ("Killing") e da "Opera" ("Crows"). La carriera come attrice della presentatrice Licia Colò (nella breve parte della cronista televisiva) cominciò e finì qui, mentre nessuno avrebbe mai detto che Stefania Orsola Garello avrebbe fatto strada in teatro e in televisione.

VOTO : 0

RECENSIONE DI

FLAVIO GIOLITTI

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