Susan Snell, unica superstite del massacro di "Carrie", è ora insegnante; la scuola dove lavora è frequentata da Rachel, altra ragazza tendenzialmente emarginata e dotata, guardacaso, di poteri telecinetici latenti. Dopo il suicidio di un'amica di Rachel, anch'essa perseguitata dai compagni, i poteri della ragazza vengono pian piano alla luce e, indagando, Sue Snell capirà di trovarsi di fronte nientemeno che alla sorellastra di Carrie White. Più che un autentico horror , un pasticcio televisivo, o pseudo tale, che mescola "Porky's" e "Cruel intentions", con contorno di personaggi risibili e colpi di scena altamente improbabili. Comprese nel prezzo citazioni da "Scream", "Hellraiser 3" e "Killer party", nonchè, logicamente, un remake del finale di "Carrie" in chiave ultra-splatter. Lo stile, se mai ci fosse bisogno di dirlo, non ha nulla a che vedere con quello del film di De Palma tratto dal romanzo di Stephen King, mentre suscita addirittura un po' di tristezza il ritorno di Amy Irving nei panni della Snell dopo oltre vent'anni.