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CARAMELLE DA UNO SCONOSCIUTO
di Franco Ferrini

Uno sconosciuto serial-killer fa strage di prostitute, uccidendole a colpi di rasoio e poi infierendo sui loro cadaveri con una pistola da mattatoio; le lucciole si coalizzano e la polizia indaga, ma le vittime aumentano inesorabilmente. Dichiaratamente ispirato ad una serie di delitti che, anni addietro, sconvolse il mondo della prostituzione milanese, ma in realtà più somigliante ad una brutta copia di "M" di Fritz Lang, "Caramelle da uno sconosciuto" è una pellicola che sembra voler ostentare i più famosi stilemi dei thriller argentiani solamente per discutere, con spreco di luoghi comuni e modi tutto sommato moralistici, sulla questione del sesso a pagamento. L'esordiente Franco Ferrini, ex critico cinematografico, sceneggiatore ("Sotto il vestito niente") e, da "Phenomena" in poi, consulente creativo fisso di Dario Argento, prende in prestito lo stile registico di quest'ultimo (tra l'altro dimostrando di conoscere abbastanza bene la tecnica) solamente per incappare in una serie di cadute di tono, smorzare più volte la suspense ed infine inciampare in un finale che rischia di far apparire più che mai gratuita l'intera operazione. Inaspettatamente all'altezza le musiche del comico Umberto Smaila (!), mentre per avere un'idea circa la credibilità delle attrici chiamate ad impersonare le prostitute, basta notare che tra esse ci sono pure Mara Venier ed Athina Cenci.

VOTO: 5

RECENSIONE DI

FLAVIO GIOLITTI

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