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CABIN FEVER
di Eli Roth

"Cabin Fever"...ovvero una delle più grandi prese in giro che siano mai state fatte nei confronti del pubblico. Sì perchè questo film, alla fine, non può che lasciarti pensare alla sua incredibile bizzarria, all'entrata in scena senza soluzione di continuità di personaggi incredibili e di situazioni che lasciano al limite della perplessità. Sembra quasi di vedere un film diretto da un David Lynch in stato di ubriachezza con la collaborazione di Herschell Gordon Lewis. Ma questo, il regista, sembra saperlo.
Veniamo alla storia. Un gruppo di giovani ragazzi decidono di passare un week-end all'interno di uno chalet in un bosco ( ma pensa te... ). Le cose all'inizio sembrano andare bene fino a quando, l'arrivo di un uomo gravemente malato, nel cercare di ricevere aiuto dai ragazzi, viene invece da questi massacrato. Passato del tempo, la malattia contratta da quella persona, comincia a contagiare anche il gruppo...
Questo è in brevissima sintesi, l'incipit di "Cabin Fever" il cui svolgimento è però corredato da molte altre "sottotrame" e dall'entrata in scena di molti personaggi. I primi minuti del film lasciano alquanto perplessi per la incredibile stupidità e per la banalità dei protagonisti della vicenda poi, quando la vicenda assume contorni drammatici, l'irritazione nel vedere questi cinque ragazzini, viene sovrastata dallo sconcerto di fronte allo svilupparsi imprevedibile degli avvenimenti.Sembra quasi che il regista "si sia divertito" nel prenderci in giro facendoci credere che il suo intento era quello di girare un film "serio", accostando lo spettatore "medio" a quel gruppetto di ragazzetti scemi e banali. Non ha tutti i torti visto che la stragrande maggioranza del pubblico ricorda molto quei personaggi... Ma alla fine, ci si accorge che "era tutto uno scherzo"...perchè "la finzione è vera quanto la realtà che ci mostra il film".Le citazioni si sprecano...ovviamente in molti lo hanno accostato a "La casa" per l'ambientazione, ma il regista evidentemente è un cinefilo accanito. Provate a vedere la sequenza nella quale una ragazza, ripresa da dietro, si avvicina ad una casa chiedendo "c'è nessuno?"...non vi ricorda "Non aprite quella porta"?L'entrata in scena di tre bifolchi che, armati di fucile che inseguono uno dei protagonisti...e il finale con la musiche suonate con il Banjo..non vi ricordano "Un tranquillo week-end di paura"?Uno dei protagonisti che urla a squarciagola "sono salvo !"...poi esce di casa e... il fatto che la polizia bruci i cadaveri non ricorda un tantino "La notte dei morti viventi"?.
Il finale, dove tutto sembra essere stato aggiustato dopo l'intervento della autorità ma...non ricorda "Il ritorno dei morti viventi" ?In definitiva un film senza ambizioni che raccoglie molti stereotipi del genere spesso in modo azzeccato, condendo il tutto con una evidente ironia e con una buona dose di "follia".
Nonostante gli effetti speciali siano stati curati dalla triade Kurtzman, Nicotero, Berger, non si degenera mai nello splatter e le musiche, curate anche da Angelo Badalamenti, spesso sono azzeccate e coinvolgenti.
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VOTO: 6,5

RECENSIONE DI

FILIPPO FASSINO

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