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BRUISER
di George A. Romero

Forse la fine è arrivata.
George Romero, da tempo confinato nell'oblìo è ritornato, stanco, barcollante, senza alcun tipo di intelligenza, comandato dal solo istinto di sopravvivenza, esattamente come lo sono i "suoi" zombi.
Si, perchè "Bruiser" è un ritorno pallido, scialbo, televisivo, senza emozione, probabilmente girato per motivi alimentari.
Perfino Fritz Lang commentando un suo film disse "Ok io ho diretto "Metropolis" però sono un uomo e anche io ho bisogno di mangiare...".
E così vale per il "nostro" caro, vecchio Zio George.
E' difficile ammetterlo ma il Romero anni '90 è soltanto una pallida ombra di quello che fu : rammentiamo il non riuscitissimo "La metà Oscura" che però venne ultimato in condizioni finanziarie precarie visto che la casa produttrice, la Orion, fallì durante la lavorazione del film; rammentiamo il freddo episodio di "Due occhi diabolici", film a due parti girato assieme a Dario Argento con il quale durante le riprese, sembrava non scorresse buon sangue .
E poi è venuto questo "Bruiser", girato a bassissimo costo che annovera nel cast, un solo attore degno di questo nome: Peter Stormare ( "8 mm." ), tutti gli altri interpreti sono mediocrissimi.
Gustosa comunque la presenza di Tom Atkins ( già presente in "Due occhi" ), attore spesso utilizzato da John Carpenter nei suoi film.
Ma veniamo al film. La storia narra di un baldanzoso giovane, Henry Cleedow, tipica figura di "uomo senza qualità" ingannato dagli amici, dai datori di lavoro, dalla moglie, che, un bel giorno, svegliandosi, si guarda allo specchio e...puff...scopre di non avere più un volto. Anche quello gli era stato tolto.
Ma l'occasione di vendicarsi dei tradimenti, delle ingiustizie e dei furti contro di lui commessi si presenta inesorabile e non se la lascia di certo scappare.
Questo personaggio ricorda molto quello interpretato da Hal Halbrook nell'episodio "La cassa" contenuto nel coloratissimo, ironico, bellissimo, "
Creepshow".
E così, tra vendette varie, ammazzamenti fiacchi, situazioni e dialoghi a volte illogici, il film si trascina annoiato fino ad una scena finale che di certo non risolleva le sorti di una pellicola piatta e senza nerbo.
E anche George Romero pare aver perduto il suo vero volto.
Un film talmente brutto che possiamo accostarlo alla marea di "teen-movies" che purtroppo imperversano nel cinema dell'orrore degli ultimi anni.
Spero con tutto il cuore che questo sia soltanto un passo falso nella carriera di un grandissimo regista.


VOTO: 4

RECENSIONE DI

FILIPPO FASSINO

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