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Una delle prove
più classicamente horror per il regista canadese ed
una delle sue pellicole meno note nonostante l'ottima
qualità del film, del cast e della regia. Probabilmente,
ma è solo una mia supposizione, in questo film mancava
ancora la "malattia" che ha reso Cronenberg oggi un
punto di riferimento nel genere. I richiami classici
del regista ci sono tutti ma espressi in una maniera
non ancora estremizzata come avverrà poi in film come
"La Mosca", (o come già avvenuto nel precedente "Il
Demone Sotto la Pelle") ed altre pellicole di culto:
l'ossessione per gli abissi della mente, per la malformazione
vista come fattore estraniante dalla società comune,
le atmosfere ospedaliere (qui per la verità evidenti
per la presenza di una clinica come location più che
per i giochi di luce e le scenografie da sala operatoria
che avremo poi nei successivi film). "The Brood" è quindi
una avvisaglia dell'esplosione che Cronenberg attuerà
pochi anni dopo, sono presenti le tessere del "suo mosaico
cinematografico" ma ancora scomposte sebbene rintracciabili
in più punti. Una trama per la verità non elaborata
e complessa come di solito ci si aspetta da questo estroso
cineasta, ma la grande capacità di fondere con naturalezza
situazioni estreme concettualmente e visivamente in
un canovaccio visivo che rimane stabile anche nelle
situazioni più impossibili proprio perchè, per la volontà
del regista, per le situazioni suggeriteci durante la
pellicola, le assurdità che vediamo diventano per magia
le uniche soluzioni possibili e plausibili a dilemmi
che qualsiasi altro mestierante della macchina da presa
trasformerebbe in noiose e lineari trame horror. Quindi
ancora un volta un plauso alla creatività perversa al
servizio del cinema. La situazione base del film come
detto non lascia presagire nulla di ciò che avverrà:
una donna vittima di problemi psichici viene ricoverata
in una clinica gestita da un dottore inventore di una
terapia d'urto a nome "psicoplasmica". La donna, sposata
e con una figlia, vive costantemente segregata come
prescrive la cura e perfino al marito non è concesso
vederla, durante la sua degenza però misteriosi crimini
avvengono alle persone più vicine alla donna ed infine
anche la bambina scompare. Ciò porta il marito a sospettare
dei metodi della clinica e ad investigare privatamente
sulle tecniche del sedicente dottore. Come detto si
potrebbe tirare fuori di tutto da una trama cosi esigua,
ma la cosa che fa la differenza è che queste righe erano
nelle mani e nella mente di Cronemberg. Così le sedute
di "psicoplasmica" diventano una terrificante tortura
psicologica per i pazienti filmante in un modo assolutamente
disturbante per lo spettatore (vedasi la scena di apertura),
la presenza di malati di mente è un ulteriore fattore
che sposta l'attenzione dello spettatore dalla vicenda
per ricostruirla in una maniera distorta e folle, tanto
che nel susseguirsi di interpretazioni ed indizi a metà
che abbiamo finiamo per perdere di vista la questione
arrivando a dare giudizi svianti sulla questione che
si rivela ben più delicata del previsto. I misteriosi
omicidi sono ben più difficili da risolvere di quanto
sembri, la bambina scompare dopo che la maestra è stata
uccisa sembrerebbe da due bambini (ancora Cronenberg
ribalta le regole dell'horror trasformando il soggetto
solitamente intoccabile, ignara vittima dei fatti, cioè
il bambino in carnefice) ed infine la moglie è in una
situazione ben più complessa di quella che sembra per
tutta la durata del film che assume contorni precisi
solo nella parte finale quando i pezzi del mosaico vanno
al loro posto lasciando ci alle terrificanti visioni
di Cronenberg che ancora deforma la realtà rendendola
succube del potere della mente, limando i confini tra
ciò che è concretamente reale e ciò che la mente può
concretizzare. E il finale ribalta ancora tutto. Uscito
nel '78 questo film dimostra come il regista fosse almeno
dieci anni avanti rispetto alla concezione classica
di horror; il voto è riduttivo rispetto al valore del
film in se ma tiene conto del fatto che anni dopo lo
stesso regista, affinate le sue visioni, creerà capolavori
senza tempo.
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