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BOY EATS GIRL
di Stephen Bradley
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Annunciato come la risposta irlandese all'ottimo “Shaun of the dead”, il film di Stephen Bradley si rivela essere invece un'innocua horror-comedy a base di zombies e teenagers. Un giovane, timido ed impacciato, ama una ragazza ma non trova mai il coraggio di dichiararsi. Una sera, a causa di un malinteso, il “nostro” crede che la giovane se la stia facendo con uno dei bulli della scuola. Sconvolto e deluso, il giovane si suicida. Ma la madre di lui, restauratrice e archeologa, dopo aver trovato in una vecchia chiesa un manuale vodoo, decide di resuscitare il figlio con un rituale. Sarà solo l'inizio di una serie impressionante di guai. Dotato di un budget stimato attorno ai 5 milioni di $, “Boy eats Girl” investe male i mezzi di produzione mettendoli al servizio di una sceneggiatura poco vivace, condita da situazioni e personaggi visti e stravisti. Manca vera cattiveria e anche l'aspetto tecnico della pellicola, con regia,fotografia ed interpreti piuttosto anonimi, non aiuta. A parte qualche simpatica gag, il film si muove su binari prevedibili, e nonostante l'inserimento di alcuni momenti splatter non riesce mai a decollare veramente. Numerose le citazioni e i riferimenti al cinema horror, moderno e non, con la saga sugli zombi di Romero in prima fila e con un finale che omaggia, nel bagno di sangue sfrenato, “Splatters - gli schizzacervelli” di Peter Jackson. Ma dalle premesse, era lecito aspettarsi molto di più.
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VOTO: 5
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