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Film a episodi,
girato da T. Hooper e J. Carpenter, dedicato alla sensazione
di sentirsi estranei, esiliati. Nel primo (girato da
J. Carpenter), una ragazza al suo primo impiego in una
stazione di servizio notturna viene perseguitata da
uno spietato serial killer. Dopo un lungo inseguimento
l'assassino finirà letteralmente spremuto da un'automobile
(con spreco immane di sangue posticcio). "Capelli",
il secondo cortometraggio, (ancora Carpenter), narra
la storia di un quarantenne affetto da calvizie che
decide di sottoporsi ad un trattamento miracoloso. Ottiene
il risultato sperato, certo, però...non vi rovino la
sorpresa. Il terzo episodio è di T. Hooper, e parla
di un ex giocatore di baseball a cui viene trapiantato
l'occhio di un serial killer, con conseguenze immaginabili.
A differenza di molti che mi hanno parlato di questo
film, io mi sono divertito, e parecchio; tutta la pellicola
è un omaggio al b-movie che ne Carpenter ne Hopper hanno
mai girato, e tutto rimane in perfetto equilibrio tra
ironia, splatter ed orrore. Il primo episodio è una
parodia di "Halloween" e dei tanti altri imitatori,
e sebbene la trama sia praticamente inesistente (tanto
da darti l'impressione di essere stato girato senza
sceneggiatura, lasciando libera azione agli attori),
e gli effetti speciali palesemente riconoscibili, ci
si diverte comunque. Il secondo è ungioiellino, che
in venti minuti distrugge il mito americano con un sarcasmo
mai visto (godetevi l'attacco in cui tutti hanno i capelli
tranne il protagonista, e l'unico cane che si vede in
strada è un levriero afgano..), ed è il pezzom pregiato
del film. Il terzo, infine, è fin troppo prevedibile,
ma si lascia guardare. Se si aggiunge che Carpenter
recita nella parte di uno zombie che, a mo' di Zio Tibia,
introduce i cortometraggi, beh....il prodotto diventa
quasi di culto.
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