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RIFLESSI DI SANGUE
(BLOODMOON)
di Alec Mills

Blando slasher australiano del 1990 che arriva a chiudere la coda di un sottogenere ormai in fase discendente, e si aggiunge alla lista dei tanti titoli perfettamente dimenticabili della storia del cinema horror. I soliti giovani (interpretati da attori, come spesso accade, troppo adulti per sembrare teenagers) che frequentano un collegio gestito da suore, vengono decimati da uno psychokiller che uccide usando filo spinato per strangolare le sue vittime, a cui poi asporta occhi e dita. Sulla storia c'è poco altro da dire; la sceneggiatura prevede i consueti incroci di amori giovanili, rivalità bullesche e conflitti fra adulti che ammorbano lo spettatore per i primi 40 minuti di film, rischiando di farlo precipitare in un sonno senza fine. Poi nella seconda parte della pellicola, viene fuori la figura dello psychokiller ed un briciolo di azione in più riabilita lievemente la vicenda. Dosi generose di sesso ma niente sangue, siamo su standard poco più che televisivi, anche se un paio di omicidi sono comunque ben realizzati e qualche altro (raro) momento risulta efficace, grazie soprattutto al commento sonoro ad opera di Brian May. La regia di Mills (che nella sua carriera lavora principalmente come cameraman) è abbastanza professionale, ma altrettanto impersonale, e gli interpreti assolutamente dimenticabili. In Italia è uscito con due anni di ritardo, direttamente in vhs. Lasciate perdere.

VOTO: 4,5

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