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BLOOD FEAST
di
Herschell Gordon Lewis

Se come è scritto nella Bibbia, Dio creò il mondo e gli elementi in sette giorni (festivo compreso), il primo regista, in assoluto, dello splatter creò la sua prima opera in soli nove giorni. Così fece Herschell Gordon Lewis (professore di letteratura inglese in una università statale americana) nel lontano 1963 , il suo "Blood Feast" fu progettato per riuscire a creare un qualcosa di nuovo, una pellicola che mostrava la brutalità del Gore in tutta la sua nitidezza grafica, un qualcosa di scioccante e rivoltante destianto a sconvolgere gli stomaci deboli. Lewis ed il volpone dell'exploitation David Friedman produssero tale film con l'intento di dare forma alla violenza grafica, fino ad allora quasi completamente bandita nel cinema. Dopo "Blood Feast" la censura (che fino ad allora "lottava" per reprimere scene di nudo al cinema) s'inaspri' contro tutti i film contenenti scena di violenza in "graphic detail". Certo, per quanto concerne lo stile della regia c'è una vistosa carenza e rozzezza, ma il meglio di "Blood Feast" deriva da quelle atroci scene splatter che cambiarono modo di fare cinema horror. Il regista è il curatore stesso degli effetti e guardandoli ai giorni nostri c'è comunque una certa professionalità ed accuratezza nella realizzazione dei dettagli sugli squarci della carne. La storia narra del piano diabolico del signor Faud Ramses, amante del culto egiziano di Ishtar che uccide giovani ragazze asportando e prelevando pezzi & organi dai loro cadaveri. Questo terribile rituale è in realtà il piano per far reincarnare la dea egizia, che necessita di vite umane in sacrificio.. Per completare il suo progetto egli deve fare un festino addobbando il suo feticcio con le membra delle ragazze. Ma nel finale il signor Ramses viene scoperto dalla polizia e durante la fuga trova riparo in una camionetta della nettezza urbana. Morirà stritolato in mezzo ai rifiuti. Il finale è una sarcastica metafora sulla fine a cui dovrebbero andare incontro i criminali ed una battuta assai esplicita (e autoironica) sul cinema "spazzatura". Lewis ha creato una sua linea personale di sarcasmo che si ritroverà anche nelle sue opere seguenti. Appena uscito nei Drive-in americani, il film non riscontrò problemi di censura (anzi si può ben affermare che dopo di esso nacque il vero concetto di "taglio" e "censura" nel cinema horror) e il successo fu strepitoso tanto da spingere Lewis e David Friedman a produrre altri 2 horror estremi: "2000 Maniacs" e "Color me blood red".Questo "Blood feast", diciamolo apertamente, non è il massimo della bellezza che il cinema ci abbia offerto, ma ad esso si deve riconoscere l'innegabile importanza storica. Fù il "primo" e buona parte del principio cardine dello splatter è qui.

VOTO
( beh..qui mi trovo combattuto poichè per la sua importanza storica merita di certo il 10 ma in quanto a bellezza estetica ci aggiriamo attorno al 2...perdonami Lewis )

RECENSIONE DI

FRANCO TOPITTI

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