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BEYOND DREAM'S DOOR
di Jay Woelfel

Ben è un giovane studente che soffre di terribili incubi ricorrenti. Nei suoi sogni, popolati da eventi tragici e creature mostruose, sembra esserci un bizzarro filo conduttore che, di volta in volta, si complica sempre di più. Purtroppo però gli incubi non coinvolgono solo Ben, poiché gli esseri deformi che si manifestano in essi iniziano ad acquistare un potere smisurato sulla realtà che lo circonda ed uccidono chiunque si avvicini al ragazzo. Realizzato da un gruppo di studenti americani nel 1989 e girato in 16mm, “Beyond dream's door” è il promettente esordio nel lungometraggio per il regista Jay Woelfel, in seguito molto attivo nel panorama delle produzioni horror indie a basso costo. Nonostante i mezzi striminziti e le evidenti derivazioni dal “Nightmare” di Wes Craven, Woelfel imbastisce una vicenda bizzarra ed avvolgente, dotata di un'atmosfera perennemente in bilico fra sogno e realtà. Utilizzando al massimo delle proprie possibilità gli effetti speciali economici e la fotografia dalle brusche virate sature di rosso e blu, il regista sfrutta la tematica dei sogni e degli incubi in maniera piuttosto originale seppur lo script (firmato dallo stesso Woelfel) non fornisca tutte le tessere per il mosaico finale. Simile, per certi aspetti, al “Messaggero della morte” (1982) di Roger Christian ma decisamente più folle e coraggioso visivamente, “Beyond dream's door” colpisce per la sua capacità di trascinare lo spettatore in una sorta di limbo irrequieto e sinistro, sorpassando abilmente i limiti di budget e concentrandosi su alcune sottili sensazioni e percezioni del mondo dei sogni, forse presenti in ognuno di noi. Aldilà dei difetti tipici tecnici riscontrabili in moltissimi prodotti indipendenti di fine anni '80 e aldilà dei momenti splatter di qualità altalenante, “Beyond dream's door” è un piccolo esuberante e misconosciuto film da riscoprire.

VOTO: 7

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