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APOCALISSE DOMANI
(APOCALYPSE DOMANI - THE CANNIBALS ARE IN THE STREETS - CANNIBAL APOCALYPSE - APOCALYPSE TOMORROW)
di
Antonio Margheriti

Durante la guerra del Vietnam un comandante recupera due suoi soldati, imprigionati dai vietcong. Questi ,dopo esser stati torturati e trattati come animali, sono diventati degli ossessi dotati di violenti istinti antropofagi. Dopo anni passati dentro una clinica per malattie mentali, uno dei due ex-marines viene dimesso e l'istinto di mangiare carne umana torna immancabile, mentre si aggira nelle vie insidiose della metropoli Newyorkese. Il vecchio comandante cerca di recuperare il suo commilitone e, con orrore, si rende conto che gli istinti cannibali dell'uomo non sono semplicemente una deviazione mentale patologica, ma una vera e propria malattia contagiosa. Chiunque viene morso dai cannibali finisce col divenire a sua volta un antropofago, come in una sorta di dilagante morbo "zombesco". Questo è il tipo di storia che io definisco perfetta per un b-movie che si rispetti. Purtroppo il risultato finale non è all'altezza delle aspettativw poichè il film non è curato nei particolari, sia a livello di confezionae estetica sia per quanto riguarda la sceneggiatura. E' un vero peccato poiché ,viste le premesse, "Apocalisse Domani" (1980) avrebbe potuto essere un capolavoro del filone splatter- movie. Il concetto di reduce dal vietnam commistionato al cannibalismo crea una vicenda molto cruda e avvincente, ma viene a mancare un corripsettivo necessario a livello di impatto emotivo. Dal punto di vista scenico, Margheriti si dimostra maestro nel gestire ritmi e spazi, con ottime sequenze d'azione e numerosi momenti al "sangue" ma la tensione è la vera principale assente nel film in questione. La tematica stessa del cannibalismo come metafora dell'asocialità e, al contempo, della rabbia dei figli dell'america rinnegati, dimenticati ed ora "affamati",non è sviluppata in maniera incisiva nonostante l'inizio di pellicola sia molto promettente ed assai ben diretto. E' il dramma dei reduci e dei loro traumi che viene tralasciato e trattato con eccessiva superficialità. Peccato. Per un film assai valido, dal punto di vista del realismo con cui vengono affrontate determinate tematiche, vi rimando a "Combat Shock" del grande Buddy Giovinazzo.

VOTO: 6,5

RECENSIONE DI

FRANCO TOPITTI

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