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Strani pietre
azzurre giungono sulla terra, a seguito dell’atterraggio
di un’astronave misteriosamente priva dell’equipaggio
a bordo. Una spedizione di speleologi si avventura in
grotte sotterranee ed uno di essi rinviene, e porta
con sé, una delle rocce spaziali. Ma le pietre
piovute dal cielo altro non sono che forme aliene letali,
il cui scopo è di prendere possesso del corpo
umano. Si scatenerà una disperata lotta fra gli
speleologi e le creature assassine. Il titolo truffaldino
(tipico specchietto per allodole) di questo film del
1980 nasconde un fanta-horror italiano che nulla c’entra
con il celebre “Alien” di Ridley Scott.
Il regista Ippolito (specializzato in sceneggiate napoletane
e fautore dei due film demenziali degli “Squallor”)
, firmandosi con lo pseudonimo Sam Cromwell, realizza
un prodotto piuttosto sgangherato ma con buona dose
di splatter. Il budget è minimo, ma qualche efficace
scenografia non manca e la regia azzecca un paio di
buone trovate. Nonostante ciò il film resta cosa
assai modesta, scivolando a tratti nel ridicolo involontario
e solo la violenza grafica tiene accesa l’attenzione
dello spettatore. Curiosità: nei panni di uno
degli speleologi troviamo un giovane Michele Soavi..
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