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Un assassino
trucida due donne lasciando come firma sui loro corpi
una mezzaluna d'argento. Una giovane riesce a scampare
ad un agguato del killer ed in seguito si mette ad indagare
assieme al marito. Mentre la polizia brancola nel buio
più totale i due incominciano ad effettuare un'indagine
a ritroso nel tempo. Vengono a scoprire che le mezzelune
d'argento sono legate alla figura di un giovane americano
di cui sembrano essersi perdute le tracce. Ci vorranno
altri morti ed altri misteri svelati per giungere a
smascherare l'insospettabile assassino. Lenzi firma
nel 1972 questi giallo/thriller truculento dirigendo
con mano assai ispirata. A parte qualche momento piuttosto
lento e macchinoso, il film è abbastanza intrigante
e possiede una buona storia. Gli attori danno il meglio
rendendo credibili i loro personaggi. Bella la sequenza
in cui la brava Rossella Falk viene annegata in una
vasca da bagno (lo stesso Lenzi, in un'intervista, ha
ammesso di essersi stupito per la capacità reale di
restare in apnea dell'attrice). Molto truce il primo
delitto in cui una prostituta viene ammazzata a bastonate
in un canneto e memorabile l'uccisione mediante trapano
elettrico di un'altra donna. Nonostante i palesi riferimenti
all'allora imperante stile Argentiano, Lenzi usa lo
zoom in maniera perfettamente narrativa e si dimostra
abile nel confezionare delitti con un certo gusto visionario.
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