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SEI DONNE PER L'ASSASSINO
di Mario Bava

Immaginatevi chiusi tra quattro mura lisce e senza la minima apertura, da soli, a farvi compagnia solo una soffusa luce rossa, della quale non riuscite ad individuare la fonte; una sola certezza: dovete morire, e non di certo per mano vostra. Che sensazioni provereste? Probabilmente le stesse che vi assaliranno guardando questo film, che rispetto alla scena descritta prima ha solo una scenografia più ampia e un numero maggiore di vittime, per il resto, luce rossa e opprimente senso di morte compresi, vi ritroverete davvero chiusi in quella stanza, della quale solo il maestro Bava conosce l'uscita, e credetemi, lui di certo non vi lascerà scappare via! Stanze chiuse a parte, questa variazione sul tema del "Delitto perfetto" del grande regista italiano è davvero molto valida e spicca per le brillanti doti narrative e tecniche, luce rossa in primis. Del resto, pur trattandosi di un classico tema del cinema giallo e del terrore, risultati così buoni era lecito aspettarseli da un artista che non manca mai di infondere alle proprie opere il suo personalissimo stile. Dario Argento stesso, nelle sue prime tre opere, dimostrerà d'aver appreso appieno tale lezione di cinema. L'ennesima dimostrazione dell'eccelso e prolifico genio creativo di Mario Bava.

VOTO: 8,5

RECENSIONE DI

FERNANDO FAZZARI

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