Nello scompartimento di un treno si incontrano cinque estranei e il cartomante Dr. Shock: costui rivela loro la sua personale teoria, quella cioè che ciascun individuo possiede due destini, uno “normale” e uno soprannaturale. Con l'aiuto delle carte racconterà le vicende alternative dei suoi attoniti compagni di viaggio, e saranno storie popolate da vampiri, piante rampicanti, lupi mannari, riti voodo e vendette impietose. Sorretto da un grande cast (Peter Cushing, Donald Sutherland, Christopher Lee), Le Cinque chiavi del terrore è un film a episodi senza infamia e senza lode, prevedibile nello svolgimento (colpo di scena finale compreso) ma ben raccontato; piacevole da vedere, ma nulla di più. L'episodio più bello e riuscito è senza ombra di dubbio il quarto, quello con Lee: è la storia di un critico d'arte, saccente e spocchioso, che dopo essere stato ridicolizzato in pubblico da un pittore – a sua volta stizzito dalle stroncature - si vendica investendolo con la macchina e facendogli perdere la mano destra; ma la vendetta, si sa, genera vendetta…