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VITTIMA DEL DESIDERIO UMANO
di Stefano Visintin

Un ragazzo ha da poco perso tragicamente la sua compagna e vive sconvolto dal dolore. Presto inizia ad assumere psicofarmaci e droghe, per cercare di lenire la sofferenza, ma strane visioni progressivamente lo tormentano ed ossessionano. Un uomo dal volto mascherato, che brandisce un'ascia, sembra spingerlo verso una serie di pensieri ai quali è estremamente pericoloso avvicinarsi… Forse 25 minuti di durata sono troppi, per il semplice plot messo in campo dal regista Visintin, che sviluppa il cortometraggio con scorrimento e ritmo lineari. La buona scelta delle inquadrature ed un'efficace resa visiva delle situazioni prettamente oniriche, sono i punti di forza dell'opera in questione che purtroppo difetta in fase di sceneggiatura e dialogo. Dosi di ironia sparse allietano la visione, specie nella seconda parte della vicenda in cui ci vengono presentate le avvenenti vittime dell'assassino (la scena di “abbordaggio” con la prostituta è spassosa!) ed anche il finale, seppur con alcuni passaggi frettolosi, riesce a tenere attimi di tensione ed interesse. In definitiva un cortometraggio in cui storia e confezione sono altalenanti ma che dimostra grande passione per cinema horror e musica metal ed una mano interessante, dietro la cinepresa.

VOTO: 6

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