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TUTTO MUORE
di Stefano Visintin

Terzo cortometraggio per Stefano Visintin (“Vittima del desiderio umano”) che prosegue un suo percorso che sembra toccare la tematica della fatalità sotto diversi aspetti, dalla morte brutale e vendicativa a quella silenziosa ed invisibile ma pur sempre ineluttabile. La breve storia ci mostra uno squarcio di vita quotidiana, in cui una coppia è turbata dalla mancanza di comunicazione e da strani eventi che sembrano tormentare la donna. Quest'ultima è ossessionata da un'inquietante figura in nero che si avvicina sempre di più, in modo minaccioso, fino a sfiorare il contatto fisico. Si tratta di un'allucinazione o di qualcosa di ben più concreto e pericoloso? Visintin concatena una serie di interessanti inquadrature, forzando la fotografia in sottoesposizione e giocando sui silenzi e le improvvise esplosioni sonore. Il cortometraggio trasmette un'atmosfera a tratti opprimente e vanta almeno una sequenza (quella dell'apparizione in bagno) di buon impatto ma purtroppo soffre della lama a doppio taglio rappresentata da un ermetismo nel linguaggio narrativo che lascia molto spazio alla libera interpretazione e che al tempo stesso può rendere perplesso, a fine visione, lo spettatore. Il ritmo cadenzato coinvolge a tratti e nei momenti in cui “perde la presa” purtroppo si ha una caduta di tensione che non giova al cortometraggio. Sicuramente una prova interessante ma che emotivamente non riesce a catturare fino in fondo.

VOTO: 6

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