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STILL LIFE
di Jon Knautz

Un ragazzo sta guidando in un paesaggio nevoso e desolato. Beve caffè e ingoia pastiglie mentre le palpebre sono sempre più appesantite dal sonno. Entrato in un paesino, inavvertitamente, investe qualcuno. Scende dall'auto e si accorge, con sommo stupore, che non ha esattamente travolto un essere umano. L'incubo è appena iniziato. Cortometraggio del 2005 realizzato in modo altamente professionale, dotato di un'ottima messa in scena ed un uso del commento sonoro particolarmente efficace. Ciò che colpisce di più in “Still Life” è, oltre l'inquietante idea di base, la capacità del regista di creare un'atmosfera angosciante ed avvolgente in poco meno di nove minuti. Uno sviluppo narrativo scandito alla perfezione nei tempi e nell'utilizzo della tensione, una buona interpretazione dell'attore protagonista ed un colpo di scena finale, probabilmente prevedibile per i più smaliziati, ma di sicuro impatto. Diretto dal giovane Jon Knautz, tra l'altro autore in precedenza di altri corti horror di buona caratura, che nel 2007 ha fatto il grande salto nel lungometraggio “Jack Brooks : Monster Slayer”.

VOTO: 7,5

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