...torna all'indice


REBIRTH
di Stefano Bianchi

Quattro ragazzi, appassionati di occultismo, si riuniscono in una villa in occasione del compleanno di uno di loro. Una volta lì, decidono di usare una tavola ouja per evocare degli spiriti ma purtroppo la situazione precipita drammaticamente, non appena delle presenze malevole possiedono uno dei ragazzi ed iniziano a stravolgere la realtà degli eventi. E' palese come la trama ed i presupposti su cui si basa “Rebirth” siano visti e stravisti, dunque c'è da chiedersi perché valga assolutamente la pena vedere questo mediometraggio. La risposta è semplice: ci troviamo dinanzi al classico esempio di come trasformare un plot abusato e poco attraente in un qualcosa di avvincente, teso, cupo e…perché no? Anche genuinamente spaventoso. Il regista Bianchi riesce, attraverso una narrazione sospesa fra il neo-gotico ed alcune frenesie post-industriali, ad intessere una vicenda tetra dalle atmosfere spesso soffocanti, che si avvale di continui stop ed immediate ripartenze, che spezzano il ritmo cadenzato. Eccellente e ricercata la fotografia, in un bianco e nero molto contrastato, che genera ombre minacciose dietro ogni angolo della splendida villa, usata come location. Il preciso editing video ed audio e gli interventi in interessante computer graphic completano la confezione di un prodotto che non mostra mai il fianco alla povertà di budget ma che, anzi, trova soluzioni narrative funzionali e visivamente accattivanti per aggirare il problema dei mezzi di produzione stringati. Poco importa quindi se i dialoghi non risultano sempre convincenti o che gli attori, seppur bravi nei movimenti e nelle espressioni, abbiano dei limiti per quanto concerne la recitazione verbale, perché “Rebirth” è un prodotto che funziona. La stessa sceneggiatura, seppur nella fase centrale proponga delle situazioni piuttosto prevedibili, è in grado di fornire numerosi colpi di scena e “dettagli” che tengono desta l'attenzione dello spettatore. Stefano Bianchi è un regista da tenere decisamente d'occhio. Il mediometraggio in questione ha vinto il “premio Antonio Margheriti” nella VII° edizione del Tohorror Film Festival.

VOTO: 8

...indietro