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NEVE
di Alberto Genovese

A Milano nevica ininterrottamente da giorni. La città è semi-paralizzata e la gente vive isolata nei propri appartamenti. Mario è un uomo qualunque che sta però subendo gli effetti negativi dell'isolamento forzato. La soglia fra realtà, incubo e delirio si assottiglia e cose orribili e grottesche iniziano ad accadere… Incursione nell'horror per Genovese, solitamente avvezzo alla fantascienza psichedelica, che sfrutta l'episodio realmente accaduto di una grossa nevicata che bloccò Milano per giorni. Privo di budget ma sfrenatamente trash, “Neve” è il classico esempio di come si possa realizzare un corto divertente sfruttando solo la propria creatività e qualche ideuzza. Sicuramente la confezione non è impeccabile così come le gags non sempre efficaci e la seconda parte del corto perde in mordente, ma Genovese imbottisce di psichedelica le immagini e realizza alcuni effetti in stop-motion veramente pregevoli (il cavolfiore parlante è eccezionale). A livello registico ci sono diverse scelte coraggiose e numerose inquadrature azzeccate anche se talvolta alcuni passaggi risultano approssimativi (ad esempio l'incontro fra il protagonista e il robot-giocattolo parlante), nonostante lo stile prettamente stravagante. L'insieme è volutamente grottesco ed il commento sonoro accompagna in modo efficace lo scorrere delle immagini. Tutta la passione per il cinema weird anni ‘50/60 traspare da ogni singolo fotogramma di “Neve” e proprio come quei prodotti anche questo è realizzato con mezzi di fortuna, passione ed un pizzico di sana follia. Pura autarchia in cui dar sfogo alla propria creatività.

VOTO: 6,5

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