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IL MOSTRO TOSSICO
di Matteo Corazza

Ammirevole lungometraggio indipendente italiano, ad opera del friulano Matteo Corazza che, assieme alla sua troupe, ha impiegato (dal 2006) quasi quattro anni di lavoro, fra riprese e post-produzione per dare alla luce questo pregevole prodotto. La storia si svolge nell'immaginario paese di Ghirland (un'ironica versione anglofona di Ghirano, paese d'origine del regista) dove un'astronave aliena è atterrata nottetempo. Da essa fuoriesce una creatura mostruosa che inizia subito a maciullare chi gli capita a tiro, corrodendo le vittime grazie ad un acido potentissimo che è in grado di emettere. Sulle tracce del mostro si mettono due buffi ispettori che si troveranno, ben presto, a dover salvare le sorti dell'intero genere umano. Frutto di evidente ed esuberante passione per l'horror, la fantascienza retrò, il noir ed il poliziesco, “Il Mostro Tossico” è un film decisamente singolare nel panorama indipendente italiano. Completamente in bianco e nero, con un viraggio che tende a rendere le immagini in vecchio stile cinematografico, il film mette in campo valori tecnici e creativi che sorprendono e riesco a sopperire alla (purtroppo) evidente mancanza di mezzi. Ma nonostante ciò, Corazza si butta nella mischia e cerca di ricreare atmosfere anni '50, ambientazioni e personaggi dal sapore “classico”, curando il più possibile i dettagli e infondendo un buon ritmo alla vicenda. Inutile dire che, a volte, gli abiti posso risultare anacronistici così come alcune locations sanno troppo di “odierno”; tutti ostacoli difficili da evitare se non si dispone di un budget consistente ma si mantiene invariata la propria ambizione. E Corazza fa bene a mantenere alta la mira e mandarla a braccetto con l'ironia, perchè il film funziona ed intrattiene (nonostante la lunghezza forse eccessiva), grazie anche alla prova dei grintosi attori che sciorinano nomi anglofobi e cadenze friulane restando sempre in equilibrio fra il serio e il faceto. Buono il lavoro fotografico, specie nelle scene notturne e nella scena (davvero brillante) del ritrovamento dell'astronave aliena, così come valido è il lavoro di editing e di ripresa. Nel calderone c'è di tutto ! Da “L'invasione degli Ultracorpi” a “Il mostro della laguna nera”, passando per gli zombie-movies e i fantahorror anni '50 ed inserendo, addirittura, citazioni da “Killer Klowns from outer space”. Notevole il costume del mostro, abilmente tenuto nella penombra e ben cosparso di liquami e validi gli interventi naif in CG, senza dimenticare generose dosi di gore nei delitti. Notevole. Anzi, considerando i suoi limiti e difetti, oserei dire brillante !

VOTO: 8

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