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LA PARETE
di Flavio Merlino

Un uomo, di nome Alberto Levi, solitario ed ostinatamente muto va ad abitare in un appartamento all’apparenza tranquillo e normale. Ben presto però strane voci iniziano a scaturire da una parete dell’abitazione. Sono voci di fantasmi oppure frammenti della coscienza dell’uomo ? Qual è il passato di Alberto Levi ? Progressivamente un terribile segreto verrà a galla… Flavio Merlino dirige questo lungometraggio dalle tinte oniriche che sfocia in un finale molto violento. Di certo non ci troviamo dinanzi ad un prodotto dai ritmi veloci, anzi il senso del tempo è estremamente dilatato e rende piuttosto difficile ed impegnativa la visione. Il film dura 115 minuti e lo stile narrativo, fortemente “autoriale”, potrebbe risultare indigesto a più di uno spettatore. Notevole comunque il gusto per l’inquadratura di Merlino che ci regala alcune riprese davvero suggestive. Le stesse scenografie del film, per quanto economiche, sono efficaci e, grazie all’uso di fari colorati e psichedelici, creano atmosfere da incubo. C’è un certo abuso di effetti video che talvolta risulta stucchevole e la confezione di alcune scene è piuttosto approssimativa. La parte finale del film è densa di situazioni crude e gli effetti speciali sono semplici ma piuttosto efficaci. In definitiva “La Parete” risulta un prodotto alternativo e sregolato che può piacere ad un pubblico di nicchia che si distanzia dagli stilemi classici dell’horror e del cinema in generale. Io, con il mio giudizio, sto nel mezzo. .

VOTO: 6

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