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HARLEQUIN
di Vincenzo Bellini

Un fotografo ed una modella decidono di fare un servizio fotografico, in una vecchia chiesa sconsacrata che si trova nel fitto del bosco. Inconsapevoli della maledizione che grava sul luogo, i “nostri” si troveranno ben presto perseguitati da un'orda di spettri, capitanata dal demoniaco Harlequin. Arlecchino non è il simpatico buontempone mascherato che tutti noi, fin da piccoli, abbiamo sempre creduto. Alichino, così viene denominato da Dante ne La Divina Commedia , è un demone sanguinario a cui si è data, nel corso dei secoli, forma ed aspetto bonario per esorcizzare il terrore che egli suscitava. Partendo da questo assunto Vincenzo Bellini crea un corto che è un omaggio a questa figura leggendaria e, al tempo stesso, segue i canoni dell'horror demoniaco. Con grande coraggio Bellini “osa” e crea flashback in costume e momenti di pura psichedelia, senza dimenticare un po' di eros e dosi oculate di ironia (specie nel delirante finale). Seppur l'operazione non sia esente da difetti tecnici, “Harlequin” ha un suo fascino ed una sua originalità nell'ambito delle produzioni underground nostrane. Suggestive, come sempre nei cortometraggi di Bellini, le location e energicamente sopra le righe la recitazione e l'atmosfera. Talvolta l'utilizzo di filtri e sovrapposizioni d'immagine risulta stucchevole ma, d'altro canto, è proprio la ricerca degli eccessi cromatici e delle mescolanze di colore che distingue una figura bizzarra come quella di Arlecchino. Vincitore del premio “miglior sceneggiatura” nell'edizione 2011 del The Reign of Horror Short Movie Award.

VOTO: 7

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