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Delirante amatoriale
di scuola teutonica che narra le gesta di una folle
famiglia di macellai(in stile "Non aprite quella porta")
che massacra viandanti per tramutarli in sanguinolenti
wurstel. Una ragazza si trovera' costretta a mille peripezie
e mille azioni allucinate pur di sfuggire dalle grinfie
dei maniaci. Un film che lascia perplessi poiche' molto
slegato e piuttosto confuso. La storia parte con dei
presupposti ottimi per poi perdersi dietro fastelli
di scene allucinanti ma prive di legame logico confondendo
cosi' la mente dello spetattore. Eppure il punto di
partenza della storia è molto interessante visto che
si parla della caduta del muro di Berlino e della conseguente
confusione che colpisce la maggior parte dei tedeschi
dell'Est. Difatti quando la ragazza fugge in auto verso
Berlino incontra sulla strada un gruppo di Nazisti invasati
ma in fin dei conti ancor piu' spaventati dalla mancanza
di punti di riferimento e dall'assenza di un tessuto
sociale in cui identificarsi ed entrar a farne parte.
Quindi c'e' nel film un'acuta analisi psicologica che
pero' poi si pedre dietro scenette di inseguimenti (anche
se il Leatherface tedesco non è male..al posto della
salopette da macellaio ha una tuta sporca dell'adidas)
e scenette pseudo-erotico-lesbo! Peccato perche' il
regista in questione ha idee ed una tecnica invidiabile.
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