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Primo cortometraggio
horror diretto dal romano Fabrizio Spurio nel 1992 che
narra di una demoniaca presenza che viene risvegliata
accidentalmente da alcuni giovani a seguito del ritrovamento
di un medaglione che funge da porta per dimensioni parallele.
Il demone riesce a valicare la soglia del mondo umano
e possiede i più svariati oggetti inanimati con i quali
compie delitti. Dopo una serie di omicidi a catena,
una sola ragazza riuscirà ad affrontare la maligna presenza
e la sconfiggerà. Girato fra amici nella totale assenza
di mezzi, il corto in questione riesce a divertire grazie
alle simpatiche idee e alla volenterosa regia di Spurio.
Notevole il finale (girato in super 8 e poi riversato
in vhs), durante il quale il demone si rivela nel suo
mostruoso aspetto e viene ucciso dalla ragazza. Quando
il mostro viene colpito a morte il suo corpo è tempestato
di fulmini realizzati da Spurio (che è un ex cartoonist)
che li ha incisi direttamente sui fotogrammi del super
8 con un ago. Il risultato finale colpisce e da alla
vicenda una marcia in più. Inquietante e ben realizzata
anche la sequenza in cui il demone possiede una bambola
risvegliandola e donandole istinti assassini. Fra i
difetti del cortometraggio vanno annoverati il montaggio
molto scadente ed un'eccessiva quantità d'inquadrature
troppo lunghe ed asfittiche. Volenterosa la prova recitativa
degli attori, fra i quali spiccano Laila Coletta nei
panni della protagonista (molto fotogenica) e Barbara
Coletta nel ruolo dell'amica posseduta (molto spontanea).
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