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Il marchigiano
Daniele Fabbri esordisce nel mondo dell’horror
amatoriale con un cortometraggio non privo di un certo
interesse. Un giovane costretto a muoversi con le stampelle
ha un solo desiderio: recuperare una misteriosa cassa
sepolta in una zona di campagna. Per fare ciò
assolda un ragazzo che, pala in mano, dovrà recuperare
l’oggetto. Ma la cassa diviene ben presto il fulcro
dell’avidità e chiunque la trova vuole
possederla…anche a costo di uccidere. Trama semplice,
ritmo gradevole e musiche puntuali accompagnano questo
cortometraggio che fa leva sull’avidità
umana, sulla violenza e sull’egoismo. C’è
qualche “scavalcamento” di campo e qualche
imprecisione qua e la, ma nel complesso la regia di
Fabbri (considerato anche il fatto che si tratta di
un’opera prima) funziona bene dando ordine e verve
al corto. In definitiva un buon esordio che fa ben sperare
anche per il futuro cortometraggio di Fabbri (in lavorazione)
dal titolo “L’Intruso”.
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