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LA CASA DEL DEMONIO
(DEVIL'S HOUSE)

di Carlo Mattucci

Prodotto semisconosciuto proveniente dalla provincia di Teramo, realizzato nel lontano 1988 è stato sicuramente uno dei primi tentativi in campo horror amatoriale casereccio, in parole povere un precursore dimenticato e volutamente sotterrato nell’underground più profondo. La reperibilità di tale horror è assolutamente impossibile visto che per avere una copia in prestito io ho dovuto pregare in ginocchio chi ha collaborato a tale opera (gli stessi artefici credo che rinneghino tale documento storico). Io non ho mollato e sono riuscito ad avere tra le mani questo cortometraggio diviso in 4 mini capitoli. La storia narra dei fratelli gemelli Bill e Tony, tranquille persone di città, che decidono di comprare una casa rurale a poco prezzo. Per loro sfortuna e disgrazia acquistano la temibile & famigerata “villetta Sherry” ed inoltre vengono maledetti dal grottesco e deforme gobbo Quasimodo:personaggio ambiguo e mistico (anche un po’ idiota in certi versi) che sa molte cose sulla villa . In una desolata campagna, i due giungono alla casa maledetta e Tony rimane per fare delle pulizie. Da qui in poi verrà posseduto da una forza maligna che gli causerà molti disturbi, cambi di personalità e raptus di violenza. Sarà vano il tentativo del Dottor Heckill (apprezziamo la scelta dell’originalità dei nomi) di curarlo. Intanto il povero Tony, oramai oscurato dall’ombra malevola della casa, seminerà varie vittime: una ragazza di nome Lola e il sindaco del paese Colin Wilde. Il fratello di Tony in preda alla disperazione, racchiude le sue ultime speranze nella devozione verso il sacerdote Grendel. Così nel finale assistiamo ad uno scenico esorcismo dove Bill sputa una schiumosa bava bianca e tira un tavolo con la forza telecinetica. Il prete per salvare questa anima in pena giunge a sacrificarsi per lui e viene poi posseduto ma scaccia il male suicidandosi . Alla fine i gemelli decidono di abbandonare la casa e buttano le chiavi dell’ingresso. Ma ecco che fa capolino di nuovo la presenza malefica del gobbo che recupera le chiavi della casa e vi si rinchiude, facendo intendere che lui diverrà un nuovo custode abbracciato dalla follia e dal male che si cela nella “villetta Sherry”.
Considerata la durata breve, il corto si lascia vedere in maniera scorrevole e la storia è molto divertente. Fin dalla scritta iniziale del film si deduce quanto esso sia antiquato: sembra fatta con un vic20 o un commodore 64 ( e lì già un brivido mi percorre la schiena). Per il resto la regia è fissata su lunghe inquadrature però per certi aspetti non è proprio pessima, se fosse stata più curata avrebbe innalzato la qualità del prodotto finale. Quel che non aiuta è invece la recitazione degli attori, pessima… però ho apprezzato molto il loro impegno; per intenderci, quello spirito di gruppo, l’idea ed il coraggio di realizzare un prodotto horror ancor prima che l’amatoriale prendesse piede (perché adesso,diciamolo, nell’underground del cinema c’è un bel mercato tra appassionati del genere). “La Casa Del Demonio” è stato sicuramente il predecessore di film “cult” come “Blade Killer”(non linciatemi, è una questione prettamente personale) e bisogna concedergli delle suggestive paronamiche delle campagne abruzzesi ed alcuni momenti piuttosto riusciti. Ai tempi, quest’opera ebbe anche la sua piccola gloria perché fu trasmessa dalla tv locale Teleponte (tuttora attiva e piena di programmazioni). In parole povere un film fatto con 2 soldi, girato non bene e recitato non benissimo…però, in fondo, una figata assurda…un esempio da seguire…e così è stato…pollice in alto e uno sguardo verso il futuro…

VOTO : 5

(ma se potessi dargli un voto per quanto riguarda il contenuto trash...beh, sarebbe 8,5 !!!)

 

RECENSIONE DI

FRANCO TOPITTI

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