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Prodotto semisconosciuto
proveniente dalla provincia di Teramo, realizzato nel
lontano 1988 è stato sicuramente uno dei primi
tentativi in campo horror amatoriale casereccio, in
parole povere un precursore dimenticato e volutamente
sotterrato nell’underground più profondo.
La reperibilità di tale horror è assolutamente
impossibile visto che per avere una copia in prestito
io ho dovuto pregare in ginocchio chi ha collaborato
a tale opera (gli stessi artefici credo che rinneghino
tale documento storico). Io non ho mollato e sono riuscito
ad avere tra le mani questo cortometraggio diviso in
4 mini capitoli. La storia narra dei fratelli gemelli
Bill e Tony, tranquille persone di città, che
decidono di comprare una casa rurale a poco prezzo.
Per loro sfortuna e disgrazia acquistano la temibile
& famigerata “villetta Sherry” ed inoltre
vengono maledetti dal grottesco e deforme gobbo Quasimodo:personaggio
ambiguo e mistico (anche un po’ idiota in certi
versi) che sa molte cose sulla villa . In una desolata
campagna, i due giungono alla casa maledetta e Tony
rimane per fare delle pulizie. Da qui in poi verrà
posseduto da una forza maligna che gli causerà
molti disturbi, cambi di personalità e raptus
di violenza. Sarà vano il tentativo del Dottor
Heckill (apprezziamo la scelta dell’originalità
dei nomi) di curarlo. Intanto il povero Tony, oramai
oscurato dall’ombra malevola della casa, seminerà
varie vittime: una ragazza di nome Lola e il sindaco
del paese Colin Wilde. Il fratello di Tony in preda
alla disperazione, racchiude le sue ultime speranze
nella devozione verso il sacerdote Grendel. Così
nel finale assistiamo ad uno scenico esorcismo dove
Bill sputa una schiumosa bava bianca e tira un tavolo
con la forza telecinetica. Il prete per salvare questa
anima in pena giunge a sacrificarsi per lui e viene
poi posseduto ma scaccia il male suicidandosi . Alla
fine i gemelli decidono di abbandonare la casa e buttano
le chiavi dell’ingresso. Ma ecco che fa capolino
di nuovo la presenza malefica del gobbo che recupera
le chiavi della casa e vi si rinchiude, facendo intendere
che lui diverrà un nuovo custode abbracciato
dalla follia e dal male che si cela nella “villetta
Sherry”.
Considerata la durata breve, il corto si lascia vedere
in maniera scorrevole e la storia è molto divertente.
Fin dalla scritta iniziale del film si deduce quanto
esso sia antiquato: sembra fatta con un vic20 o un commodore
64 ( e lì già un brivido mi percorre la
schiena). Per il resto la regia è fissata su
lunghe inquadrature però per certi aspetti non
è proprio pessima, se fosse stata più
curata avrebbe innalzato la qualità del prodotto
finale. Quel che non aiuta è invece la recitazione
degli attori, pessima… però ho apprezzato
molto il loro impegno; per intenderci, quello spirito
di gruppo, l’idea ed il coraggio di realizzare
un prodotto horror ancor prima che l’amatoriale
prendesse piede (perché adesso,diciamolo, nell’underground
del cinema c’è un bel mercato tra appassionati
del genere). “La Casa Del Demonio” è
stato sicuramente il predecessore di film “cult”
come “Blade Killer”(non linciatemi, è
una questione prettamente personale) e bisogna concedergli
delle suggestive paronamiche delle campagne abruzzesi
ed alcuni momenti piuttosto riusciti. Ai tempi, quest’opera
ebbe anche la sua piccola gloria perché fu trasmessa
dalla tv locale Teleponte (tuttora attiva e piena di
programmazioni). In parole povere un film fatto con
2 soldi, girato non bene e recitato non benissimo…però,
in fondo, una figata assurda…un esempio da seguire…e
così è stato…pollice in alto e uno
sguardo verso il futuro…
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