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CALLOUS SENTIMENT
di
Vincent Grashaw

Eccellente cortometraggio americano che, con un cerchio perfetto ed originale, narra dell'assuefazione alla violenza che progressivamente ci logora e ci domina quotidianamente. Un ragazzo, passando dinanzi ad un parco giochi abbandonato, assiste ad un omicidio/suicidio e terrorizzato fugge a casa. Traumatizzato dall'evento, il giovane non riesce a togliersi dalla mente l'orrenda scena a cui ha assistito ed un giorno decide di ripassare dinanzi al parco giochi. Assisterà ad un nuovo atto di violenza. E il giorno successivo ad un altro ancora. E il giorno successivo un altro… Costruito con ritmo e tempi impeccabili ed assistito da una raffinata tecnica di regia, “Callous Sentiment” è l'esempio lampante di come il talento possa emergere da un'opera breve, lasciando il segno. Le inquadrature commentano, con progressiva distorsione ed estremizzazione di angolatura, la follia che s'insinua nella mente del giovane protagonista (interpretato dall'ottimo Jeremy Pryer) ed al tempo stesso pongono lo spettatore in un'atmosfera di disagio crescente. La fotografia, quasi sempre in esterno giorno, fornisce un crudo miscuglio fra violenza e luce del sole, togliendo qualsiasi angolo buio in cui lo sguardo possa fuggire, mettendo a nudo e sempre in primo piano l'orrore. Lo splatter è praticamente assente, ma non per questo la morte è meno brutale. “Callous Sentiment” è un corto che narra una storia d'orrore la cui chiave di lettura è ambigua. Può essere una storia paranormale come può essere una metafora, assai astuta, sulla violenza reale, che ci vede spettatori ogni giorno della nostra vita. E che ci attrae inesorabilmente. Gioiello.

VOTO: 9

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