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BLOODY MUD
di Salvatore Aquilani

Brevissimo cortometraggio prodotto dal duo Boninsegna/Aquilani, quest'ultimo anche regista dell'opera, concepito come sorta di demo atto a mettere in luce doti tecnico-stilistiche non indifferenti. La storia è elementare e vede un serial-killer, che vive in un'impervia zona boschiva, catturare le sue vittime (principalmente donne) che poi tortura ed uccide sadicamente. Una guardia forestale scoprirà casualmente l'assassino, mentre cerca di seppellire un cadavere, e dovrà fuggire per cercare disperatamente di sopravvivere. Se la trama di “Bloody Mud” è assolutamente trascurabile ciò che invece salta all'occhio è l'interessante confezione del prodotto che, nonostante i pochi mezzi a disposizione, dimostra una buona cura di scenografie e dettagli, grazie soprattutto ad un valido lavoro di ripresa ed editing . Lo stile di regia, sincopato e nevrotico, è apertamente da videoclip ma Aquilani riesce a costruire in modo egregio situazioni d'orrore rurale e torture-porn senza però dimenticare il “nostro” cinema del passato (a tal proposito segnalo la scena degli “avanzi umani”, dati in pasto ai maiali, che rimanda a “Quando Alice ruppe lo specchio” di Fulci). La breve durata e l'esile struttura del tutto però lasciano un po' con l'amaro in bocca. In parte perché si ha la sensazione di aver visto poco di concreto ed in parte perché la voglia di assistere ad eventuali sviluppi della storia si fa strada nello spettatore. Quest'ultima sensazione è un ottimo segnale che mi auguro spinga gli autori ad investire in un proseguo del demo “Bloody Mud” regalandoci, si spera, un cortometraggio (o lungometraggio ?) di valida fattura e maggior peso specifico. I valori tecnici per farlo ci sono tutti.

VOTO: 6,5

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