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ALICE IN STORMLAND
di Paolo Vandoni

Una ragazza e il suo boyfriend decidono di passare una serata in una discoteca chiamata "Alice in stormland". Giunti li, prendono delle bustine che gli vengono consegnate all'entrata del locale e che contengono delle pasticche di droga. All'interno della discoteca i due assumono le pastiglie ed iniziano a ballare. Ma l'effetto della droga è alquanto bizzarro poiché, una per volta, tutte le persone che stanno ballando perdono i sensi. Ciò succede anche alla coppia, ma la ragazza riprende i sensi più alla svelta degli altri e scopre una realtà agghiacciante che si cela dietro la facciata della discoteca. Girato con ottima tecnica dall'esperto Vandoni, il corto in questione manda il suo messaggio in maniera diretta e chiara. I giovani perdono la loro identità, sono intrappolati in un cerchio di incomunicabilità ed isolamento. Il fatto che il cortometraggio non sia parlato sottolinea l'assenza di rapporti fra le persone che si trovano nella discoteca. Si può essere più o meno d'accordo con tale messaggio, ma di certo Vandoni riesce ad esprimere le sue idee usando un meccanismo narrativo di notevole livello. Bella la fotografia, buona la prova degli attori e sicura la regia. C'è anche una forte citazione di "fantascienza cinefila" , all'interno dell'opera, che dimostra la cultura cinematografica del regista in questione. L'unica cosa che ho apprezzato poco è il finale prolungato, a parer mio, eccessivamente. .

VOTO: 7

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