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Una ragazza e il
suo boyfriend decidono di passare una serata in una
discoteca chiamata "Alice in stormland". Giunti li,
prendono delle bustine che gli vengono consegnate all'entrata
del locale e che contengono delle pasticche di droga.
All'interno della discoteca i due assumono le pastiglie
ed iniziano a ballare. Ma l'effetto della droga è alquanto
bizzarro poiché, una per volta, tutte le persone che
stanno ballando perdono i sensi. Ciò succede anche alla
coppia, ma la ragazza riprende i sensi più alla svelta
degli altri e scopre una realtà agghiacciante che si
cela dietro la facciata della discoteca. Girato con
ottima tecnica dall'esperto Vandoni, il corto in questione
manda il suo messaggio in maniera diretta e chiara.
I giovani perdono la loro identità, sono intrappolati
in un cerchio di incomunicabilità ed isolamento. Il
fatto che il cortometraggio non sia parlato sottolinea
l'assenza di rapporti fra le persone che si trovano
nella discoteca. Si può essere più o meno d'accordo
con tale messaggio, ma di certo Vandoni riesce ad esprimere
le sue idee usando un meccanismo narrativo di notevole
livello. Bella la fotografia, buona la prova degli attori
e sicura la regia. C'è anche una forte citazione di
"fantascienza cinefila" , all'interno dell'opera, che
dimostra la cultura cinematografica del regista in questione.
L'unica cosa che ho apprezzato poco è il finale prolungato,
a parer mio, eccessivamente. .
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