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ODIO

"Odio" è il nostro settimo cortometraggio ed anche quello dalla durata più breve (soli 5 minuti). Trattasi di un esperimento maturato verso la fine dell'Agosto 2005, una sorta di sfida creata in tempi strettissimi e con pochissimi mezzi. C'era la voglia di realizzare un cortometraggio non eccessivamente impegnativo con l'intenzione di confrontarsi con una durata esigua e ritmi serrati. La storia e la sceneggiatura, scritte da Cristiano Fighera ("Ultimo Spettacolo") sono state partorite rapidamente, basandosi sul concetto della suggestione umana e sulle sue conseguenze estreme. Strizzando l'occhio ai prodotti orientali quali "Ringu", ma soprattutto "Ju-On" (lo stesso titolo "Odio", omaggia molto liberamente il "rancore" di cui tratta il film di Shimizu) senza però dimenticare le atmosfere grottesco/orrorifiche del sempre amato Mario Bava. La storia è molto semplice e diretta; in una notte qualsiasi, in una casa qualsiasi, si sta consumando violenza ed un uomo accoltella una donna. Poi squilla il telefono. L'assassino, come se niente fosse accaduto, risponde all'apparecchio e, da quel momento in poi, tutto assumerà contorni da incubo... Girato in un solo giorno, con 6 ore di riprese, una Canon XL1s come telecamera ed un parco fari ristretto, all'interno di una casa, sfruttando solo 3 stanze, "Odio" è stata una piccola sfida ed un semplice divertimento. Probabilmente è venuta mancare la ricercatezza tecnica di cui c'era bisogno però nel complesso il corto è stato accolto, nei vari festival, rassegne o semplici visioni private, con discrete critiche. Il cast, composto da soli due attori, vede nella parte dell'assassino Raffaele Ottolenghi ("Ultimo Spettacolo") che, lavorando quasi d'improvvisazione, ha dato una buona prova seppur i tempi di lavorazione e preparazione al corto fossero irrisori. Bravissimo specialmente nei movimenti fisici e nella tempistica. Nella parte femminile l'esordio assoluto ,dinanzi la macchina da presa, di Antonella Piermarini. Brava anche lei, guidata sia da me che da Raffaele, è riuscita ad interpretare un personaggio dai toni spettrali con naturalezza. La fotografia è stata curata dal sempre ottimo Marcello Benvenuti (" La Soglia ", "Ultimo Spettacolo") che con poche luci a disposizione, tempi ristrettissimi e locations a dir poco scomode, ha fornito la sua interpretazione visiva della storia, creando giochi di luce ed atmosfere efficaci. La post-produzione ha visto un altro esordio, a livello collaborativo, e cioè il giovanissimo Daniele Bartoli, oggi proprietario della ditta per produzioni televisive e cinematografiche "Plansvideo". Daniele ha un'ottima esperienza nel campo video, nonché un talento innato, e si è rivelato abile in fase di montaggio. Spesso le immagini non erano il massimo della qualità visiva, la regia aveva qualche problema (ahimé) e gli intoppi tecnici sono stati parecchi. Eppure è riuscito a rendere fluida la vicenda, con un montaggio dinamico e veloce che credo valorizzi il prodotto finale. Silvio Cuti, solitamente nel campo dell'editing video, ha qui curato l'aspetto puramente visivo della post-produzione filtrando digitalmente le immagini e rafforzando le atmosfere del cortometraggio. "Odio" è un corto semplice, realizzato con poco ed in poco tempo ma, negli intenti iniziali vi è, oltre che il desiderio di narrare una breve storia horror, anche l'obbiettivo di mostrare una personale visione di un sentimento tipicamente umano. L'odio che genera odio, la violenza che genera solo violenza non solo in chi la subisce ma anche per chi la compie. Il male e il mostro che si cela in ognuno di noi e che va ben oltre gli orrori partoriti dalla fantasia, proprio perchè è concreto, reale e al nostro fianco quotidianamente. Aldilà di tutte queste osservazioni (e di tutte queste pretese, se vogliamo eccessive) sono felice di aver realizzato "Odio" e sono felice di aver avuto collaboratori appassionati al progetto come me e che hanno messo a disposizione la loro abilità per far nascere questo piccolo horror. E, scusate se mi ripeto ogni volta, per me dare ogni volta, nel mio piccolo, un contributo al mio genere preferito è una gioia immensa ed un immenso onore.



ALEX VISANI

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