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KLAUS KINSKI : Io, Nosferatu

 

Della classica e famigerata storia di Stoker,con il suo Conte redivivo e bevitore di sangue,esistono fior di versioni,a partire anche dal muto,sino ad arrivare ai nostri giorni;comprese delle parodie e delle deformazioni comiche,come quella di David Niven.Ormai nel corso degli anni,vari volti si sono tramandati il compito di impersonare,ilsanguinario conte rumeno,immorituro;con veri o successo, erisultanti,alterni,a volte brillanti,a volte scadenti.Tra queste pellicole,una che sicuramente non va per la maggiore;ma ha fatto centro, e realizzato un buon colpo come budget,o comunque in quanto diffusione e distribuzione;è sicuramente l'episodio orrifico interpretato dall'attore Klaus Kinski,in Nosferatu. Klaus Kinski,era un attore abile e versatile;un volto noto anche per il cinema italiano,in cui aveva esordito girando,parecchi spaghetti-wersten.Ma questi filmetti cow-boy e pistola all'italiana,non erano all'altezza delle sue capacità istrioniche,e non gli rendevano giustizia,come gli era dovuto.Kinski,era un attore,con un grugno scolpito e rugoso;con una espressione patibolare,ed un certa carica di verve e personalità,non priva d'ironia e humor.Nella sua carriera,forse non aveva avuto chances importanti,però aveva al suo attivo,una lunga gavetta,fatta un po' ovunque;era quindi un attore consumato e di mestiere,ed aveva imparato ad aessere poliedrico ed eclittico.Nel suo atteggiamento e mimica,c'era il retaggio delle sue origini nordiche;e in parte,rimembrava un pochino Lugosi;e come lui,aveva attitudini e preferenze ,soprattutto per le pellicole horror.In Italia,aveva girato alcumi film del terrore,secondari,ma abbastanza buoni;in cui lui di solito,era uno psicopatico,o un mostro assassino;ma la sua grande occasione,doveva ancora arrivare.Essa giunse quando venne scelto per il remake di "Nosferatu". Il film fu realizzato in un castello davvero lugubre e sinistro,probabilmente svizzero o germanico;non certo rumeno;che però rendeva l'idea,e dava senso di atmosfera slava ,torbida e incantate;pregna di suspence e mistero.IL maniero era situato su picco,impervio ed inaccessibile,a cui si giungeva,dopo aver compiuto infiniti,giravolte e tornati,tra boschi e ruscelli,scarni e brulli;proprio all'ungherese.Il film inizia,appunto con inquadrature della fortezza,con una musica gotica di sottofondo.Klaus ,appare al giovane Harker,il solito agente immobiliare,truccati,da far paura. L'attore s'era rasato a zero,con delle unghie da falco,lo sguardo spento,e il pallore cadaverico.Di fatto Kinski,si rifaceva a dei Nosferatu,precedenti del cinema muto;in cui appunto il conte,non era vestito all'inglese,con basette chioma impomatata,come Lugosi;ma secondo la tradizione,indossava,una tunicca da boiaro slavo;era appunto rapato;e vestiva in foggia rumena .Kinski,ebbe la furbizia di riproporsi in questa chiave arcaica e datata,prendendo alla sprovvista lo spettatore,abituato alla signorilità un po' occidentale,di Cristopher Lee. Kinski,invece,si muove alla nordica;è lento,affettato e flemmatico.Temporeggia e prende pause,da vero signore feudale teutonico.Magistrale ,e il suo esordio,parlando degli abissi del tempo;dove i secoli,vanno e vengono..Anche se in questo caso,non esistono,flash-times,e disgressioni,sul passato remoto di Vlad,come in quella di Coppola.Che appunto,fece un passo in più;e cercò di ricostruire,le origini draculesche.In questo Nosferatu invece,è più curato l'aspetto esteriore e il trucco;il tutto infarcito con un atmosfera e situazioni slave e tardo-gotiche.Con dei ritmi di narrazione lenti,pacchiani eparchi;secondo la concezione slava e con tempi,non hollywoodiani e veloci,come siamo abituati normalmente.La storia ,non è fedelissima ,al romanzo originale di Stoker;ma la ricalca,a grandi linee.Il perno delal pellicola,è l'istrione Kinski,che supporta l'intera storia sulle spalle;e che senza di lui,sarebe un polpettomne, e un mattone spesso,e ridondante.Una gran prova di attore per Kinki.In verità questo Nosferatu,era stato girato con mezzi non esorbitanti e non era certo un kolossal,come quello Coppoliano;in compenso,Kinski,aveva talento da vendere,un enfasi nordica un senso delle pause impareggiabile e molto charmes e fascino pieno di classe;per cui quello che pareva un filmetto,divenne una versione pregnate.Il film fece molto cammino;dapprima nelle sale,poi cominciò un percorso alternativo nelle tv;dapptima in quelle nazionali,per poi finire nelle reti commerciali. Kinki,e la sua classe profusa a iosa, spinsero i produttori a credere in lui e in una nuova versione di Nosferatu: Nosferatu a Venezia. Sempre con Kinski,il film è ambientato tra i canali storici della città lagunare;e non è un monumento alla memoria dei film del genere. Dracula è trasposto,al di fuori del suo ambiente;in un mondo non gli si confà,e il film nel complesso è piuttosto arido,melenso e fiacco. Non per colpa dell'attore,che aveva sperato di bissare,il precedente successo.Ma bene o male,il vampiro signorile,era risorto a nuova vita;con il volto d'un attore ispirato e ricco di stile e personalità. Cosa che, malgrado tutto, non doveva mancare al vecchio conte Vlad.

STEFANO MERIALDI