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INTERVISTA A "MARIANO EQUIZZI "


1)
Iniziamo questa intervista con una domanda diretta: chi è Mariano Equizzi ?

Nato 1970, ex praticante di legge, ex studente di produzione al centro sperimentale,ex videoartista, ex gestore di webportal. Attualmente con la mia piccola compagnia (VideoProducer Luca Liggio e SoundDesigner Paolo Bigazzi) brighiamo per dare allo schermo Vendetta. Mariano Equizzi è soprattutto un testardo che è convinto che quello che giace nell'abisso dell'underground sia sempre più interessante di quello che galleggia nella schiuma del mainstream. Credo che tutti i fenomeni culturali ( e anche politici) siano stati alimentati da un certo fare carbonaro ( underground ) che gli ha dato una energia molto particolare.

2) Quando e come nasce la tua passione per il cinema fantastico ?

Da quando ho imparato a sfogliare il giornale e ad accendere il televisore, sono stato subito attratto dalle visioni della SF, dagli scenari del cinema horror, specialmente quello degli Zombi. Mi annichilisce ho momenti di vera angoscia. Credo che questa passione nasca dalle mie notti insonni a causa dell'asma che ho fin da piccolissimo.

3) La tua filmografia personale ?

- Syrena (1998)medio
- Music video per Nightmare Lodge ( minus habens rec. )
- Giubilaeum, corto 5min
- AgentZ, corto 20min
- Thole (un excursus sulle opere + importanti del maestro dell'illustrazione fantastica )corto10 min
- Elements (una video installazione sulla tetralogia degli elementi di James G. Ballard ) medio 40min
- Scan / Hum Bucking Coil / Crash ( Long Form video for Tone Without Flow ) corto 10min
- Ginevra Report (Premio Italia 2002) corto 15min
- Sign ( un corto horror sui cellulari) corto 15min
- New Order (primo classificato al Nokia-Wind contest) web content 5min
- D.N.E. (Descrambling Nova Express, inspired by W.S. Burroughs works ) corto 20min.
- NOVA ( Music Clip per il progetto NOVA prod. Bigazzi -Callea -Rispoli ) corto 10 min
- The Mark ( produzione FILMAX-Surf Film-Jinko) lungo 90 min
- RACHE ( Revenge ) in lavorazione, approx 100 min.

4) Ci parleresti di “SYRENA” e “AGENTZ” ?

Syrena nasce tra gli effluvi della peggior cucina siciliana. Eravamo io, Massimo Spoto ( ora avvocato penalista ) e Giuseppe Mirelli (ora Web Designer ) seduti in una notissima bettolaccia economica di Palermo, quando decidemmo che il cyberpunk ci aveva davvero fottuto il cervello, quindi ci inventammo questa maialata di Syrena . Era il 1992, lo terminai nel 1998 ! ;)))))))
Allora i computer erano dei cessi al confronto con quelli di oggi. Ricordo che con Luca piazzavamo i ventilatori sugli array di dischi SCSI II che bollivano, Paolo per sincronizzare INVENTO' un sistema midi-smpte basato su di un hard disk recorder stand alone e una catena MIDI infinita di strumenti esterni. Syrena fu montato con un 166mhz mmx sotto windows NT 3.1 !!!!! Che incubo.
Comunque fu Syrena a darmi un po' di notorietà quanto meno nel fandom e soprattutto a Trieste, al festival della SF (che gente meravigliosa) Syrena è un tour de force cyberpunk che ancora oggi ho difficoltà a capire : c'è un agente decondizionato che non si ricorda di avere programmato un virus informatico che adesso vuole liberare una creatura ultradimensionale dalla trappola magnetica che le impedisce di distruggere la nostra realtà ( arghhhh !). Il nostro agente dovrà vedersela con una setta di mercenari legati al virus e alla sua causa distruttiva. Per AgentZ devo dire che fu Sansone a spingermi a farlo, lo avevo scritto nell'ultimo periodo in cui stavo a Roma. In occasione di quella lavorazione Evangelisti fece un piccolo ruolo. Ancora racconta in pubblico che cercai di mettermi d'accordo con un operaio che lavorava sotto casa sua e che mi rovinava la presa diretta. E' stato con AgentZ e unitamente a letture sulla storia alternativa che ho segnato una certa direzione nelle storie che mi interessano. AgentZ narra di un iperviolento agente della Necropolizia che scopre che nel futuro diventerà il dittatore della città in cui lavora, ovviamente è molto curioso del come riuscirà nel suo intento. Anche qui le cose bislacche non mancano, professori anellidiformi, responsabili della sicurezza disegnati da Francoise Duvivier ( nota per i suoi collage necrotici ),muti incappucciati e Valerio che fa il diavolo in persona.

5) Mariano Equizzi e Valerio Evangelisti, un'accoppiata esplosiva ?

Speriamo, Valerio ha già visto Vendetta assieme con Massimo Vigliar della Surf Film ed è lì che Massimo ha accettato di darci una mano per finirlo. La scrittura di Evangelisti mi ha stregato dalla prima riga. Valerio ha quel nichilismo geopolitico fondato sulla Storia che incarna perfettamente la mia passione per gli scenari estremi, dove il senso di apocalisse inevitabile è un rollercoaster che non vorrebbe finire mai.

6) E ora veniamo al tuo lungometraggio “THE MARK – IL SEGNO DELLA VENDETTA”

Fu dopo RACHE (Vendetta), che andai a Roma per chiudere il contratto per T.M. . Ero già stato presentato all'organizzatore generale, Maurizio Mattei (celeberrimo executive producer di moltissimi film horror mitici ), qualche tempo prima, è stato lui a portare me , Materia e Mancori da Massimo Vigliar (Surf Film ).La Surf è l'unico desk FILMAX in Italia, è per questo che ho potuto avere il privilegio di lavorare con Rachel Dagon Merono , attrice splendida e persona fantastica. E soprattutto ho potuto capire come pensa e lavora il “colosso” europeo dell'horror movie.

7) In che formato è stato realizzato il film ?

Super 16mm, chiesi due camere, per cui mi hanno dato il Super 16. Sono fissato nel girare le scene di azione con due cineprese per risparmiare tempo e per dare al montatore più materiale. Purtroppo l'operatore non era fast come io volevo.

8) Quali difficoltà hai incontrato sul set ? E problemi con la produzione ? E le più grandi soddisfazioni che ne hai ricavato ?

La presenza estremamente fiscale dello sceneggiatore, gli attori Inglesi cambiano in continuazione le battute, hanno una relazione con la musicalità della battuta che noi non possiamo capire appieno, l'Italiano non si basa su fonemi come l'Inglese. Lo sceneggiatore non era Inglese, ergo alcune battute gli attori volevano cambiarle…e per me non era un problema.
Oltre questo il pochissimo tempo, 18gg per chiudere la principal photography, girando con una troupe tecnicamente non avvezza all'horror, tranne gli organizzatori ( i Mattei ). Giravamo a Roma, quindi 10ore+1 di pausa al giorno e solo per 5 giorni la settimana. Un giorno dissi al producer che non avevo il tempo di fare dire le battute agli attori, fra trucco e intoppi si gira al massimo 5-6ore al giorno effettivamente.
Soddisfazioni ricavate: l'esserci riuscito, il fatto che nei forum il pubblico lo abbia accolto bene e il fatto di avere aggiunto una certa Italica visceralità alla rarefazione del J Horror che francamente mi stressa.

9) Ci parli un po' degli attori principali del film ?

Purvis( Mark Draveni ) è come una pietra, si eclissa per tutto il tempo della preparazione. Passava il tempo sentendo non ho mai capito cosa in cuffia e si presentava solo per le takes (i ciak ), normale per uno formatosi all'actorstudio ; era un piacere lasciarlo libero. Ritchie, il giornalista che sa tutto, è considerato un attore di talento ma molto esigente, io mi sono trovato benissimo, è un appassionato di occulto e paranormale siamo entrati subito in sintonia. Certi attori non li puoi tenere al guinzaglio devi dargli spazio, fiducia, ti sorprendono alla fine. Milena Mancini: ha dato una forza al personaggio della fidanzata di Mark che nella sceneggiatura era solo una vittima. Grazie Milena. Alla interpretava Serena, dio che inferno per trovarla, ricordo che quando spiegavo che nel film c'era una scena di stupro le ragazze si alzavano e si volatilizzavano. Alla fine ( si chiama Alla Bulankina;)) solo una Russa aveva le palle e il fegato non solo di accettare, ma anche di ridere ( io quel giorno persi 2 kili )dopo ogni ciak! Alla è d'acciaio. Una nota amena sul doppio MarilynMansonesco di Serena Cursi, è una ballerina, attrice di teatro brillante, credo che avesse fatto la scuola di Garinei e Giovannini ; quando finimmo il test del trucco ebbe una crisi di panico! Poi le ho fatto capire che l'horror ha tremendamente a che fare con la tragedia Greca e si è convinta.

10) Ti senti soddisfatto del risultato finale ?

Devo dire che più passa il tempo più mi convince, questo essere in parte J horror, in parte Ita Horror ne fa qualcosa di originale, se poi lo confrontiamo con la media delle opere prime italiane è quasi provocatorio: un film giovanile che non parla di occupazioni scolastiche, di periferie degradate e di fidanzatini …

11) Chi si occupa della distribuzione del film ? E' di buona reperibilità ?

Il fatto che sia Universal è una figata ma non riesco ancora a capire perché in alcuni Blockbuster si trova e in altri no.
Una nota importante, il film era passato nei mesi scorsi dalla censura per l'uscita cine classica: mi hanno dato il vm18! Manco fosse “Mangiati vivi”!
Lo hanno definito diseducativo e amorale, mi è stato riferito che la Commissione era davvero incazzata.
Mi sa che è per questo che lo hanno fatto uscire in DVD, l'uscita in Home Video non da l'obbligo di segnare il visto e l'eventuale uscita cine avrebbe impedito la visione a molti appassionati del genere.

12) Vedo che il film è co-prodotto dagli spagnoli. Come ti sembra il panorama horror iberico ?

Sembra che il loro vangelo sia il saggio di Lovecraft sul Supernatural horror. Le primissime cose erano abbastanza “strane” e poco riuscite, vd. Faust, poi è arrivato Balaguerò, ma adesso fanno costare un Horror movie 10miliardi e chiedono prevendite da paura. Romasanta ha fatto 11.400 euro in Italia a fronte di una prevendita molto alta.
Fragile, adesso in lavorazione, ha Callista Flockart come star…
Credo che un horror non possa costare più di 1 miliardo per essere concorrente con gli altri, è un cinema di idee, poca tecnologia e niente star; il rischio è che chi spende 100 e incassa 200 vede un altro che ha speso 2 e incassa 500.
Nel cinema ci sono dei costi finanziari che vanno ben oltre i costi vivi dello stage, sbagliare su questi può fottere il film nel periodo di lancio ovvero può ridimensionare un successo.
La LionsGate opera in questo senso, fa costare i film pochissimo e il rendimento è alto.
Nell'Horror, più di ogni altro genere, contano le idee nello script e le trovate on stage.

13) E della sterile Italia, che mi dici ?

Mio dio, qui è pieno di nulla. Le televisioni costringono tutti a pensare prodotti per un pubblico che esiste solo nelle menti dei dirigenti di rete, una sorta di Nonno Libero ma lobotomizzato.
Il cinema Horror incassa, i DVD horror sono quelli a maggior sfruttamento nel lungo periodo, ma non importa a nessuno di quelli che rastrellano i diritti antenna con fiction travestite da film.
Questo è il vero film horror: una industria che ha tutti i dati per cambiare ma non lo fa per ragioni che mai conosceremo appieno (degno di Kafka).
Pensare che siamo la patria che ha declinato internazionalmente l'ESTREMO dal 1960 : Mondo Cane & Company, rende questo torpore da caminetto televisivo inspiegabile.

14) Quali sono i tuoi progetti futuri ?

VendettaVendettaVendetta, spero di completarlo prima possibile, ci abbiamo lasciato l'anima là dentro. E' davvero il cinema che vorrei fare, incasinato, delirante, spietato.
Spero di riuscire a fare un altro horror, uno dei miei sogni proibiti è un film come “La citta sarà distrutta all'alba” ma più metafisico…

15) Ad un giovane filmaker, che voglia tentare la strada del cinema horror, come consigli di muoversi ?

Avere più amici che nemici e non fare trecento corti l'anno, il digitale purtroppo è uguale per tutti e in una ressa artistica così livellante prima di girare bisogna fare le ricerche che spesso gli altri non fanno, presi dalla voglia di girare. La facilità di ripresa e di edizione del digitale porta inevitabilmente a questo. Io non ho parenti che fanno cinema, né genitori legati all'ambiente, neanche indirettamente; le cose che sono riuscito a portare avanti sono sempre dipese da relazioni professionali fondate su stima e sicurezza.

Grazie mille per la tua disponibilità ! In bocca al lupo !

Crepasse di paura! Grazie a te.

 

Intervista di Alex Visani